Parrocchia S. Maria del Soccorso

Quaresima 2001

Luca 22,14-23.56   La Passione

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1. La passione è inscritta nel disegno di Dio: è prevista dalle Scritture e va letta alla loro luce: non è un incidente di percorso; non è stata mai desiderata da Gesù; non è stata "voluta" dal Padre. Quel "doveva patire", di cui parla il Vangelo, esprime che l'obbedienza fedele al Padre, che gli chiedeva di donare totalmente la sua vita in solidarietà con i poveri ed i peccatori, avrebbe incontrato il rifiuto e la morte. Gesù, nonostante avesse intravisto dove l'avrebbe portato la sua fedeltà, non si tirò indietro e fece della sua Passione e morte il gesto supremo della sua donazione al Padre ed agli uomini.

2. La passione per Luca rappresenta l'ora delle tenebre (22,53), cioè il tempo della prova e della tentazione, il tempo in cui il male sembra vincitore e l'amore di Dio sembra smentito. Luca parla di "agonia", cioè prova, lotta (22,44). Ma il tema centrale non è la sofferenza di Gesù, ma la sua fiduciosa preghiera nel tempo della prova. L'espressione "pregate per non cadere in tentazione" apre e chiude il racconto e ne indica il tema: ricordati che aldilà della tua angoscia, che può essere tanto forte come quella di Gesù, da trasformarsi in "sudore di sangue", c'è la presenza e la consolazione del Padre, che devi cercare nella preghiera (22,43).

3. La Passione rivela i tratti più profondi di Gesù, quei tratti che si sono manifestati in tutta la sua vita, ma che qui si fanno ancora più chiari: l'innocenza di Gesù, la sua incondizionata obbedienza al Padre, la sua dignità di fronte alle accuse, la sua bontà che tutto perdona, la solidarietà con i peccatori, l'abbandono senza riserve all'amore. Gli uomini lo crocifiggono, ma egli muore per loro, muore perdonando, rimettendosi con fiducia nelle mani del Padre (23,34-46).

4. La Passione rivela tutta la debolezza del discepolo: l'incomprensione, l'abbandono e il tradimento. Ma al di là di tutto c'è l'amore di Cristo, che è più forte e più ostinato dell'incomprensione e del tradimento del discepolo. Non possiamo scoraggiarci di fronte ai nostri peccati e ai tradimenti.

5. La Passione riprende e conclude il tema della sequela: il discepolo deve fare come il cireneo, che porta la Croce di Cristo, cioè che assume la sua stessa logica, le sue stesse scelte di donazione e di servizio.

Contemplare

- contempliamo con gratitudine Gesù, che dona la vita per noi, a caro prezzo, fedele all'amore fino alla Croce. Ripensiamo tutta la Passione come segno di amore per ciascuno di noi.

- contempliamo il Signore che continua la sua Passione in tutti i sofferenti del mondo e in tutti i crocifissi della storia.

- contempliamo il Signore che è venuto a mettere la sua spalla sotto i miei pesi e le mie sofferenze e mi chiede di condividere la sua causa e il suo stile di vita.

Agire

- in questa settimana santa posso rileggere il racconto della Passione, sostituendo la parola Gesù con la parola Amore, per entrare maggiormente nella comprensione di fede del mistero della Passione e Morte di Gesù per noi.

- la lettura della Passione, oltre a darci i tratti più profondi di Gesù, ci dà anche i tratti del discepolo, chiamato a seguirlo nella stessa scelta di vita, nell'amore solidale con i più piccoli e meno fortunati.

- la Passione ci rivela la debolezza del discepolo ed il suo peccato, ma rivela che Gesù si dona a noi anche nel tradimento e nell'abbandono: un appello alla fiducia. Sempre.