Parrocchia S. Maria del Soccorso

Quaresima 2001

Luca 4, 1-13   Le Tentazioni

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- La tentazione fondamentale, contro la quale Gesù ha lottato non solo qui ma in tutta la sua missione, è stata quella di non percorrere la strada messianica indicata dal Padre (l'amore-servizio fino alla croce), ma la strada sollecitata da Satana, più consona con le attese messianiche del suo tempo. Gesù rifiutò energicamente tale tentazione, rinunciando a utilizzare nella propria missione la strada del potere, del prestigio, del miracolo spettacolare. Cf. Gv.6,15; Lc.22,25-27; Mc.10,42-45; Mt.20,25-28.

- Le tre tentazioni raccontate da Luca ritrovano le tre classiche tentazioni d'Israele nel deserto: 1a: è concepire la speranza e la salvezza in termini di benessere, di progetto "mondano"; 2a: è quella di un messianismo miracoloso e spettacolare, di "segni del cielo" (8,11); 3a: la più sottile e ricorrente, quella del messianismo politico, inteso nella linea del dominio e non del servizio. E' la tentazione zelota, che Gesù ha sempre incontrato e che ha sempre rifiutato.

- Il racconto sembra concludersi con un nuovo appuntamento: "Il diavolo si allontanò da lui per tornare al tempo fissato": è l'ora della Passione, che Luca chiama: "L'ora delle tenebre". Satana suggerisce nuovamente a Gesù di abbandonare la Croce, mostrandogli che la via indicata da Dio è perdente. La tentazione di Satana è espressa dai passanti, dai sommi sacerdoti e dai soldati: "Non sei il Messia?" Salva te stesso e anche noi!". E' la stessa tentazione: allontanare Gesù dalla Croce.

- La tentazione di Satana è sottile e inquietante, perché non sollecita Gesù a scegliere tra la ricchezza o il potere e Dio, ma a scegliere il potere per usarlo per la gloria di Dio. - Gesù è fedele e obbediente alla Parola: non sostituisce il progetto di Dio con uno più facile e apparentemente più efficace, né strumentalizza Dio ai propri progetti.

Contemplare

- La tentazione di Gesù è la tentazione permanente della Chiesa e del cristiano. E' stato lo Spirito, sceso su Gesù nel Battesimo a spingerlo nel "deserto", il luogo della prova. Anche la nostra vita è costantemente "nella prova", perché lo stesso Spirito, che è stato effuso in noi nel Battesimo e che ci ha fatti diventare figli di Dio, ci spinge a lottare contro la stessa tentazione di Gesù.

- E' la tentazione di servirsi persino di Dio per avere, potere, farsi valere, riscuotere consensi: Questo è l'atteggiamento del mondo, ma per il Vangelo è "satanico": i doni di Dio sono dati per amare e per servire e non per avere, potere e farsi valere.

- E' anche oggi la tentazione di non fidarsi dell'efficacia della Parola di Dio per la nostra felicità e per la trasformazione del mondo; di sostituire con mezzi potenti i mezzi poveri di Gesù, il Servo: l'amore, la condivisione, il servizio, la testimonianza, la mitezza, la nonviolenza, la preghiera, la Parola, i Sacramenti, la vita comunitaria..

- Contempliamo Gesù, che è tentato come noi e vince la tentazione affidandosi totalmente alla Parola di Dio: "Non di solo pane vive l'uomo"; "Solo il Signore tuo Dio, tu adorerai!";  "Non tenterai il Signore tuo Dio!". Fissiamo il nostro sguardo su questa obbedienza alla Parola, che dà la forza di vincere le tentazioni mondane, nella Chiesa, nei santi, nella nostra vita.

Agire

- Per vincere le tentazioni è necessario il riferimento abituale, costante alla Parola: come possiamo dare maggior spazio alla Parola in questa Quaresima?

- Dove sentiamo maggiormente la tentazione di non fidarci della Parola e di cercare la nostra riuscita, con altri mezzi, apparentemente più efficaci?