Parrocchia S. Maria del Soccorso

Quaresima 2001

Luca 9, 28-36   La Trasfigurazione

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- L'episodio della Trasfigurazione è incorniciato da questi fatti: l'abbandono delle folle, la crisi di fede dei discepoli sull'identità di Gesù, i due annunci della passione, il tema ricorrente della sequela di Gesù sulla strada della Croce, del seme che deve morire per dare frutto, della necessità di perdersi per ritrovarsi, della scelta di donare la vita come Lui per essere felici e avere la vita in pienezza. 

- La Trasfigurazione di Gesù, come il Battesimo e la Resurrezione, ha la funzione di rivelare che Gesù, colui che ha scelto la strada del servizio, della solidarietà con i poveri e i peccatori, è il vero Messia, il Figlio eterno di Dio. Vuole rivelare anche che la sua strada, corrisponde alla volontà del Padre, e che, anche se apparentemente sconfitta, è in verità l'unica vittoriosa e feconda. La frase centrale è l'affermazione del Padre: "Questi è il Figlio mio, l'Eletto, ascoltatelo!". 

- La Trasfigurazione dura pochissimo: Pietro vorrebbe che durasse sempre, ma "non sa quello che dice", perché la Trasfigurazione è una luce che illumina la vita, non è la vita. - A questi significati fondamentali, comuni a Marco e Matteo, Luca aggiunge due annotazioni: 

1. "Salì sulla montagna a pregare e mentre pregava": avviene in un momento di preghiera; Gesù va a pregare e non a trasfigurarsi: la trasfigurazione è un dono durante la preghiera. Cf. in Luca i più grandi avvenimenti sono legati alla preghiera. 

2. "Parlavano del suo esodo, che egli avrebbe dovuto compiere a Gerusalemme": ci rivela che il contenuto del colloquio di Gesù con Mosè ed Elia è il suo "esodo", la strada della Resurrezione che passa per la Croce. - N.B. La Croce non va banalizzata e ridotta alle nostre "croci" quotidiane, cioè ai dispiaceri, che ci diamo o ai fastidi della vita. La Croce è il centro, il nocciolo duro del Cristianesimo, da vivere più che da capire: è la vita spesa per amore, in obbedienza al Padre, per gli altri, per una realizzazione di se stessi non egoistica, ma insieme, assumendo con serietà i fatti, non vivendo superficialmente o stupidamente, con il mezzo unico dell'amore, del servizio, della solidarietà, accettando le sofferenze che inevitabilmente ne conseguono. 

- Luca ci dice che i discepoli esperimentano all'inizio il sonno, la fatica, la pesantezza, la paura: "erano carichi di sonno"; "entrando nella nube, erano pieni di paura"; "però rimasero svegli": sottolineando questi aspetti, Luca vuole ricordare che è resistendo contro la tentazione del sonno, della stanchezza, della paura, impegnandosi a resistere, perseverando nella preghiera, lasciandosi illuminare dalla Parola, che è possibile fare l'esperienza della gloria di Cristo.

Contemplare

- La nostra vita di credenti, come quella delle folle e dei discepoli di Gesù, si incontra con periodi duri, di sofferenza, di oscurità, di crisi per situazioni difficili da portare, impossibili da capire. E' il momento della notte, che alle volte dura a lungo: la rottura di un amore, la perdita d'un figlio, una lunga malattia, le ferite subite della vita. E a livello collettivo le tragedie dell'umanità, drammatiche, interminabili, che ci lasciano smarriti, impotenti e pongono interrogativi inquietanti alla nostra fede. E' stato facile ai discepoli credere nei primi 8 capitoli di Luca. E' facile anche per noi nei momenti di serenità, di armonia, di pace. E' difficile credere dopo la morte violenta di un bambino, o dopo Aushwitz, dopo Hiroshima, dopo Sarajevo, dopo tante tragedie del nostro tempo. 

- Il Vangelo della Trasfigurazione ci ricorda che il Signore non ci abbandona nella prova e che desidera donarci momenti di luce, perché lo incontriamo personalmente, con fede più vera, più purificata, più profonda. 

- Contempliamo Gesù che si rivela come il Signore, il Vivente e Risorto, il Consolatore, l'Amore fedele anche nei momenti apparentemente fallimentari: siamo chiamati a guardare la sofferenza, la crisi, la solitudine non come realtà chiuse, prive di senso, ma come chiamate a seguire Gesù Cristo nella strada della Croce e Resurrezione, ad accogliere una nuova rivelazione del volto di Dio. 

- Come per Gesù e i discepoli, è nella preghiera che noi troviamo la possibilità di comprendere nella fede la fecondità della "via di Dio" e di trovare il coraggio e la gioia di percorrerla. 

- Il Signore continua a parlarci attraverso il Vangelo, come con Mosè e con Elia, per rivelarci che anche noi siamo chiamati a percorrere la strada della Croce, per fare l'esodo dalla schiavitù alla libertà, dagli idoli a Dio, dall'egoismo alla solidarietà.

Agire

- Questo tempo di quaresima può essere un tempo di grazia per fare l'esperienza della Trasfigurazione. Il Signore ci chiama a incontrarlo con fede viva in appuntamenti di preghiera, perché senza la preghiera la nostra vita smarrisce il senso e la direzione, la nostra fatica perde lucidità, slancio e sapore, il nostro vivere diventa un agitarsi senza gioia e senza speranza.

- Siamo chiamati a prendere coscienza dei veri valori che costruiscono la vera vita, la vera gioia, la vera libertà, la vera fecondità, sono quelli testimoniati da Gesù nella strada della Croce. In questo momento ci confusione, perplessità, sbandamento di molti, è necessario imparare a resistere, ad andare controcorrente.

- E' necessario scendere dal monte e riconoscere il volto del Signore trasfigurato nei volti del fratello che ci è vicino, soprattutto del più bisognoso, per amarlo e servirlo, nella quotidianità degli incontri e dei fatti della nostra vita. Una domanda che potremmo ripensare durante la settimana: Come colleghiamo i momenti di trasfigurazione: la preghiera giornaliera, la Messa domenicale, gli incontri formativi con l' impegno nel lavoro, nella famiglia, nella nostra comunità, nella società civile?