Parrocchia S. Maria del Soccorso

Quaresima 2001

Luca 13, 1-9   Conversione e vigilanza

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Vedere

Il passo risulta di due parti: anzitutto un appello alla conversione a commento di due avvenimenti contemporanei e poi la parabola del fico sterile. Punto d'incontro è la parola conversione che ritorna due volte e tutte e due per affermare che cambiare è urgente e necessario se vuoi sfuggire al giudizio incombente di Dio: "Se non cambiate, andrete in rovina". 

1. L'avvertimento di Gesù prende lo spunto da due fatti drammatici di cronaca: un'uccisione ed un incidente con molte vittime. La gente diceva che Dio ha punito quegli uomini uccisi, perché erano peccatori. Gesù corregge questo modo di pensare. Quegli uomini non sono diversi da noi; piuttosto dobbiamo interpretare gli avvenimenti come un appello alla nostra conversione. - Davanti al negativo della storia e della natura, noi dividiamo spesso in buoni e cattivi e consideriamo il male come inevitabile e fatale 

- Gesù ci invita a vedere come il male è dentro di noi, ad andare alla radice del male, per convertirci. Il vero male non sono i poveri che muoiono di fame, i bambini che sono vittime della violenza, gli innocenti che vengono uccisi, ma ciò che spinge ad affamare, violentare, uccidere… 

- Questa radice è dentro di noi. E' il peccato: egoismo, possesso, potere, l'altro per me e non invece immagine di Dio, figlio e fratello.. 

2. Con la parabola del fico sterile Gesù vuole mettere in guardia da 2 possibili equivoci: c'è chi pensa che la pazienza di Dio ormai è esaurita e chi dice che c'è tempo. 

- La giusta posizione è un'altra: Dio è paziente, ma la giustizia di Dio non si può programmare. Dio paziente e misericordioso attende la nostra conversione, che dobbiamo cercare con urgenza. Non è giustificabile il rimando o l'indifferenza. 

- Un tale è Dio Padre. Il fico è il popolo d'Israele, siamo noi. Il vignaiolo è il Figlio di Dio che viene in cerca dei frutti di giustizia e di misericordia. "Da tre anni": sono gli anni della missione di Gesù. "Taglialo via"= secondo giustizia. "Lascialo", cioè "perdonalo" = secondo misericordia. Quest'anno, ogni anno è un anno di grazia, di misericordia, di pazienza di Dio, di perdono, di conversione.

Contemplare

- Contempliamo Gesù Risorto, che incessantemente, attraverso la sua Chiesa, ci chiama alla conversione, cioè ad un reale cambiamento di mentalità, ad un nuovo e diverso modo di valutare le cose. La parabola del fico è raccontata per noi e per oggi. 

- Siamo nella sezione del viaggio verso Gerusalemme, che è il viaggio verso la morte e resurrezione. La vera conversione di mentalità resta sempre quella che abbiamo visto nel Vangelo delle Tentazioni e della Trasfigurazione: la fedeltà al disegno di Dio, che è un disegno di amore, solidarietà, servizio, perdono, condivisione , anche se sembra una scelta perdente: la via della croce 

- Gesù continua a chiamarci nei fatti della vita nostra e del mondo. I fatti, la cronaca, non sono estranei alla vita del credente, ma lo coinvolgono, lo riguardano, sono la sua vita. Riusciamo a soffrire e a interrogarci davanti al male del mondo? Lottiamo contro il pericolo dell'abitudine, dell'indifferenza, delle auto-giustificazioni, dei luoghi comuni?

Agire

Davanti ai fatti che succedono, siamo abituati ad emettere giudizi o piuttosto li sentiamo come dei segni, attraverso i quali Dio mi invita a convertirmi? La parabola del fico sterile mette in risalto il tema della pazienza di Dio.

- Sento il tempo presente come un tempo decisivo, un tempo che richiede, per tutta la sua durata, impegno e vigilanza?

- Sento impazienza verso gli altri? Davanti alla sterilità della famiglia, della comunità devo domandarmi se ho zappato. Tagliare non spetta a me.

 - Accolgo le proposte quaresimali della mia comunità come un appello per vivere con serietà e generosità un vero cammino di conversione, al seguito di Gesù?