Parrocchia S. Maria del Soccorso

Tempo di Pasqua 2001

2^ Domenica

Atti 5,12-16; Ap.1,9-19; Gv.20,19-31: VIVERE DA RISORTI

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Gesù risorto è presente in modo nuovo: Gv.20,19-31

Gesù è risorto ed è apparso il "primo giorno dopo il sabato". Per questo noi cristiani ci troviamo, ogni domenica, in assemblea per celebrare la Pasqua. Proprio Lui, il crocifisso, è risorto ed è apparso realmente ai discepoli mostrando i segni della sua passione, le mani e il fianco squarciato.
I discepoli non lo aspettano. sono delusi e scoraggiati. È Gesù che prende l'iniziativa e si manifesta loro. Per riconoscerlo devono lasciarsi trasformare e passare dalla paura alla gioia e dalla chiusura all'apertura.
Vi darò la mia pace, avrete la mia gioia, ritornerò, vi darò il mio spirito, aveva promesso Gesù mentre era con loro. Ora porta a compimento le promesse donando loro la sua gioia, la sua pace, il suo Spirito. Sono i doni che anche noi possiamo sperimentare.
Ma a Tommaso, assente dall'incontro, non basta la testimonianza dei suoi compagni, il suo dramma rivive in tutti coloro che hanno bisogno di vedere per credere. Sono in molti che si trovano nella stessa situazione, con una fede faticosa, che procede a tentoni, che ha bisogno di prove. Gesù è particolarmente paziente e vicino a questi "piccoli" e così deve comportarsi ogni comunità cristiana.
Dinanzi a Gesù che gli si manifesta, Tommaso è disarmato e proclama la sua fede con una pienezza straordinaria: la sua professione è una delle più alte di tutto il vangelo; "mio Signore, mio Dio".
Nella chiesa non c'è posto solo per i poveri e i malati nel corpo, ma anche per chi vive in sé una crisi di fede o ha una fede immatura.
È pur vero che Gesù celebra con una beatitudine la fede ecclesiale: "beati quelli che pur non avendo visto crederanno". E' la fede della chiesa. In essa incontriamo la ricchezza della tradizione cristiana, come corrente di fedeltà che ci giunge a partire dall'annuncio di Gesù, attraverso gli apostoli fino ad oggi.

Gesù risorto opera attraverso di noi: At.5,12-16

II brano degli Atti sottolinea che Gesù continua ad essere presente ed operare nella comunità attraverso gli apostoli: è una presenza che unisce, riunisce, guarisce e salva: "portavano gli ammalati e le persone tormentate da spiriti immondi e al passaggio di Pietro tutti venivano guariti".
Il Cristo risorto segna una svolta nella relazione dell'uomo con il dolore. Chi prima era considerato "spazzatura umana" ora è posto al centro della comunità cristiana. La comunità cristiana ricambia la visita del Signore visitando, accogliendo e solidarizzando con i fratelli più poveri e piccoli.

Nulla ci può strappare all'amore di Dio: Ap.1,9-19

Viviamo in un tempo in cui la testimonianza al Vangelo è messa alla prova, in cui il male e il peccato sembrano prevalere.
Nell'Apocalisse, Giovanni che vive in un tempo di persecuzione, di confusione, di lacerazione, consegna alle comunità cristiane del suo tempo e a noi un messaggio di speranza, consolazione, sicurezza perché nulla ci può strappare all'amore di Dio, Signore della vita e della morte. Cristo, morto e risorto, tiene saldamente nelle sue mani la chiesa perseguitata, lacerata, in lotta con il male e con il peccato. Per questo nella nostra assemblea eucaristica domenicale - come Giovanni -possiamo cantare e gioire perché siamo nelle mani di Colui che ha già vinto il male.