Parrocchia S. Maria del Soccorso

Tempo di Pasqua 2001

4^ Domenica

At.13,14-43.52; Ap.7,9.14b-17; Gv.10,27-30:

Dio solo è roccia

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La sicurezza del discepolo

    Di domenica in domenica le letture liturgiche del tempo pasquale propongono alla meditazione sempre nuovi aspetti dell'evento della morte e risurrezione di Gesù, e aggiungono sempre nuovi particolari alla fisionomia del discepolo e della comunità.
    Il Vangelo di oggi si colloca all'interno di un dibattito tra Gesù e i giudei che non hanno capito la parabola del pastore e chiedono a Gesù; "se sei il Messia dillo apertamente" (v. 24). I giudei non credono in Gesù perché non appartengono alle sue pecore. Per credere occorre essere rigenerati e seguire. Le parole di Gesù sono comprensibili dall'interno, diventano luce per chi sa decidersi, per chi ne è coinvolto. Per chi resta fuori sono un enigma.
Nel breve passo del Vangelo si riprende il discorso sul pastore. Fra il Cristo pastore e i suoi discepoli corre una profonda comunione: le pecore ascoltano la voce del pastore e il pastore conosce le sue pecore. Le pecore seguono il pastore, e il pastore da la vita per le sue pecore. Conoscere e ascoltare sono verbi che indicano un dialogo profondo.
    Nel Vangelo di oggi c'è però un tratto importante dell'uomo rinnovato dalla morte e resurrezione del Signore: la sicurezza. Gesù è il signore delle pecore, a lui appartengono e a nessun altro; nessuno le può strappare dalla sua mano. È questa la radice della sicurezza sulla quale si fonda tutta la speranza del discepolo e della chiesa. I falsi pastori non riusciranno mai a disperdere il gregge. È una fiducia che poggia sull'amore del Padre e sulla sua potenza che non teme confronto.
    Nessuno può strappare al Figlio le sue pecore perché il Figlio e il Padre sono una cosa sola. Questo per i giudei è una bestemmia perché Gesù si arroga nei confronti di Dio molto più di quanto un profeta o un giusto possa legittimamente arrogarsi. Ma le opere che egli compie - dice Gesù -mostrano che Egli e il Padre sono in perfetta comunione.

La Parola si diffondeva in tutta la regione

    Anche nel brano degli Atti è evidente un contrasto: da una parte l'accoglienza entusiasta dei pagani e dall'altra la reazione violenta dei giudei. Vera protagonista del racconto è la Parola di Dio; la folla si raduna per ascoltarla; Paolo e Barnaba la annunciano, i pagani la glorificano; la Parola di Dio si diffondeva per tutta la regione. È quindi una forza che guida gli avvenimenti e viene proclamata a tutti: dai giudei ai pagani.
    Del resto già Isaia (49,6) e Simeone (Lc.2,32) avevano parlato di Cristo come luce per tutti i popoli e salvezza da portare fino alle estremità della terra. Questo compito ora è nelle mani degli apostoli e della chiesa. La diffusione del Vangelo incontra opposizioni, scatena persecuzioni, ma questo non arresta la corsa della Parola di Dio. La salvezza è per tutti.

I salvati sono una folla incalcolabile

    Giovanni, meditando sulla morte e risurrezione di Cristo, vede un grandioso futuro di salvezza.
    I "segnati in fronte", i salvati, coloro che appartengono al Signore sono una folla incalcolabile, di ogni nazione, popolo e lingua, che sta ritta davanti all'Agnello. Sono quelli che provengono dalla grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti nel sangue dell'Agnello.
    I cercatori di Dio, spesso ignorati ed emarginati sono numerosi, nessuno li può contare (cfr.1Re 19,9-18). I martiri e quelli che faticano ogni giorno per tenere fede ai loro ideali sono una folla sterminata.