Parrocchia S. Maria del Soccorso

Tempo di Pasqua 2001

5^ Domenica

At.14,21-27; Ap.21,1-5; Gv.13,31-35:

L'amore e la novità di Dio

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    II discepolo che crede nel Signore risorto si pone certamente alcune domande: come e dove incontrare il Signore in attesa del suo ritorno? Come sperimentare, nel presente, il mondo nuovo che egli ci ha promesso? E come essere, nel mondo, un segno credibile della sua risurrezione?
    II passo de Vangelo di questa domenica offre una prima fondamentale risposta a tutte quelle domande: amatevi gli uni gli altri. L'amore è la manifestazione di Dio. Il fondamento dell'amore scambievole s'inquadra, infatti, nel contesto della partenza di Gesù. È i! comandamento del tempo della chiesa, che si caratterizza come tempo in cui il Signore non è più visibilmente presente. Il comandamento dell'amore è la risposta di Gesù al "voi mi cercherete". L'amore fraterno è il luogo in cui Gesù continua a farsi presente.
o È una presenza missionaria: "Da questo tutti riconosceranno che siete miei discepoli". Animata e costituita dall'amore fraterno la comunità dei discepoli deve stare, ben visibile di fronte al mondo, a tutto il mondo come l'alternativa della fraternità all'egoismo, della vita alla morte, della libertà alla schiavitù. In tal modo. La comunità cristiana diventa, nel mondo, il segno credibile della risurrezione del Signore.

Vi dò un comandamento nuovo

Riflettiamo ora, per un momento, sulle qualità di questo amore fraterno, dono di Cristo:

- Segno della sua presenza e della sua consolazione

- Dono per noi, strada di vita, luce sul nostro cammino

- Rivelazione di Dio, dell'amore che circola tra il Padre e il Figlio e del quale il Figlio incarnato è la trasparenza, amore discendente e diffusivo che rende possibile la fraternità

- Nuovo: è il dono più originale di Gesù, sempre in urto con la logica vecchia che è in noi. Nuova e inaspettata è la misura e 'l'alleanza" che esso rivela.

- Reciprocità dell'amore: è il risvolto ecclesiale, il modo umano di prolungare il "come io ho amato voi". La solidarietà non ritorna su se stessa ma si espande, si dilata nella reciprocità, e la sconvolge perché pone alla radice la gratuità e l'universalità.

La Croce è "la Gloria"

    Sulla croce si è manifestato Dio, cioè l'amore potente di Dio ha trovato lì il modo di manifestarsi pienamente. Per questo si dice che il Padre è stato glorificato. Ma anche Gesù, il Figlio, sulla croce è stato glorificato perché lì si è realizzato pienamente. Il Figlio, infatti, è la trasparenza del Padre e la croce è il luogo dove ha lasciato trasparire in modo pieno l'amore e il disegno del Padre.
    Così ciascuno di noi si realizza fino in fondo donandosi perché permette a Dio di manifestarsi e si realizza nella sua struttura profonda essendo stato progettato sullo stampo del Figlio. Così ogni comunità cristiana, quando coltiva l'amore reciproco, l'unità, diventa trasparenza di Dio e realizza la propria missione, testimonia Dio.
    Così è stato per il centurione romano ai piedi della croce, simbolo visivo di umiliazione e di esaltazione, apparentemente luogo dell'assenza di Dio, in realtà della sua massima presenza.

E' necessario attraversare molte tribolazioni

    San Paolo negli Atti ci ricorda che è necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel Regno. Egli sente la responsabilità di consolidare le comunità già fondate e di annunciare a tutti la buona novella. La comunità è coinvolta prima, durante e dopo la missione degli apostoli.

Ecco, io faccio nuove tutte le cose

    Nell'Apocalisse, Giovanni ci ricorda che la novità è possibile solo a Dio perché Dio è Colui che discende, si avvicina e cammina con l'uomo per salvarlo, mentre l'uomo tende a innalzarsi per dominare sugli altri. La novità è per l'uomo oggi una concreta possibilità, se vive nell'obbedienza e nell'accoglienza del Signore e del suo amore, anche se la pienezza è futura.