Parrocchia S. Maria del Soccorso

Tempo di Pasqua 2001

6^ Domenica

At.15,1-2;22-29; Ap.21,10-14; 22-23; Gv.14,23-29: 

Gesù è in mezzo a noi

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Il Signore Gesù - dice il Vangelo di oggi - non è più visibile perché è ritornato al Padre. Qualcuno preferirebbe che ci fosse ancora Gesù, una persona evidente, con cui identificarsi, di cui innamorarsi; invece per Gesù la venuta dello Spirito è la più grande consolazione che Dio possa garantirci sino all'avvento del Regno.

Gesù è tuttavia presente in mezzo ai suoi discepoli:

- nell'amore (v. 21): l'amore fraterno è l'epifania di Dio, il luogo del dono dello spirito e dell'incontro con la Trinità. Tutto questo diventa realtà se scattano alcune condizioni come l'ascolto e l'osservanza della parola di Gesù e l'amore scambievole.

- nel dono dello Spirito (v 23-24), che reca con sé una pienezza di presenza divina e di rivelazioni prima impossibili.
Lo Spirito continua l'opera di Gesù. Il suo compito è "insegnare" e "ricordare". Non è un ricordare ripetitivo ma una comprensione "nuova", che scatta quando una comunità attualizza, incarna la logica di Cristo, è coinvolta, compromessa in nome di Cristo. Se una comunità si chiude invece di mettersi a servizio non comprenderà mai il significato della morte e risurrezione di Cristo. Lo spirito ci aiuta a intuire il nocciolo, il centro, l'anima del mistero cristiano. Ci insegna a leggere la storia presente alla luce della sua conclusione (se sai la conclusione di una cosa, parti diversamente). Un cristiano sa che la conclusione si è già svelata in Gesù Cristo che con la sua vita ci ha detto come vanno a finire le cose, ci ha detto che l'amore sembra smentito ma in realtà trionfa, che i potenti sembrano sempre prevalere, in realtà saranno smentiti. Questa è la chiave per valutare il presente. E' importante leggere gli eventi a partire dalla Pasqua di Gesù.

- nel dono della pace: Gesù ci lascia la sua pace che è "diversa" da quella del mondo. Non è un semplice augurio, è un vero dono che viene dall'alto, è una parola che salva (accompagna la guarigione della malattia e la remissione dei peccati: Lc.8,48; 7,50), non sta nell'assenza della croce ma nella certezza della sua vittoria.

Come discernere

    E' quanto accade negli Atti quando alle prime comunità si poneva il problema grave delle condizioni da porre ai pagani che si convertivano a Cristo. Luca difende la linea pastorale di Paolo. Come si è giunti a riconoscere la validità della linea pastorale paolina, quali segni l'hanno manifestata come voluta dallo Spirito? Sono domande sempre attuali. Si è giunti al discernimento attraverso:

- un franco e lungo dibattito all'interno della comunità. Il discernimento è attribuito allo Spirito, ma lo Spirito si è fatto presente attraverso un dialogo lungo e difficile.

- I criteri? Il primo è l'apertura ai fatti. In secondo luogo si rileggono le Scritture, si comprende ad esempio l'universalità dell'amore di Dio. In terzo luogo si salvano tutti i valori in gioco: la libertà del Vangelo e l'unita della Chiesa. Anche oggi la comunità cristiana è invitata a discernere. Non è semplice perché la storia di Dio non è la ripetizione di quanto già accaduto. In questo caso basterebbe conformarsi a un disegno già conosciuto. Si tratta invece di entrare in un cammino, in un disegno in movimento. Questo richiede fedeltà e rinnovamento, un ordine da progettare. Questo non sottrae alle difficoltà.

La nuova Gerusalemme

    L'Apocalisse ci presenta il punto terminale verso cui l'umanità è incamminata: un Angelo, dopo aver accompagnato Giovanni nel deserto per mostrargli la città pagana idolatra, lo accompagna su un monte altissimo perché possa contemplare la Città Santa, la nuova Gerusalemme che discende da Dio, che splende dalla presenza di Dio, dove si vive una comunione diretta con Dio. Giovanni non vi scorge alcun tempio. Lì Dio non lo s'incontra attraverso qualcosa, ma faccia a faccia. Sono caduti i veli, e Dio è li di fronte. E' il sogno dell'uomo.
    È da notare che solo con l'aiuto di un angelo, Giovanni ha capito l'idolatrìa di Babilonia e ha contemplato la nuova Gerusalemme. È cioè alla luce della Parola di Dio che la comunità cristiana trova la lucidità per scoprire l'idolatria del mondo presente, e la certezza del mondo futuro. Altrimenti finirebbe per ragionare come il mondo e smarrire la speranza e non scorgere in profondità il germe della novità di Dio.