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tu non vedrai nessuna cosa al mondo maggior di....

                  

Già la mia, la nostra città amata e odiata, ammirata e derisa, la capitale del mondo come mi piace immaginarla e viverla.

                              

Sicuramente amarsi quasi sempre vuol dire andare incontro ad un lungo addio ma la mia città difficilmente tradisce o ti volta la faccia ed e' per questo che la amo con tutti i suoi difetti che anche la donna più bella non può non avere ma almeno la mia fede riposta in lei non conoscerà mai fine e non potrà mai essere tradita.

Roma divina a Te sul Campidoglio.Dove eterno verdeggia il sacro alloro, A Te nostra fortezza e nostro orgoglio, ascende il coro.

Salve,Dea Roma!Ti sfavilla in fronte il sol che nasce sulla nuova storia;Fulgida in arme - all'ultimo orizzonte sta la Vittoria

Sole che sorgi libero e giocando sul colle nostro i tuoi cavalli doma; Tu non vedrai nessuna cosa al mondo maggior di Roma.

Per tutto il cielo è un volo di bandiere e la pace del mondo oggi è latina: il tricolor canta canta sul cantiere sull'officina.

Madre, che dormi ai popoli la legge eterna e pura come il sol che nasce benedici l'aratro antico e il gregge che pasce.

Benedici il riposo e la fatica che si rinnova per virtù d'amore la giovinezza florida e l'antica età che muore.

Madre di uomini e di lanosi armenti d'opere schiette e di pensose scuole tornano alle tue case i reggimenti e sorge il sole....

Sole che sorgi libero e giocando sul colle nostro i tuoi cavalli doma; Tu non vedrai nessuna cosa al mondo maggior di Roma.

 

 

 

Qui un sonetto di Trilussa datomi dall'amico Doddo che racchiude e rispecchia l'essenza di quello che noi ci sentiamo dentro, fieri,orgogliosi e fortunati di essere nati nella città eterna.

                  

                                                                                  

ROMANITA'

Un giorno una Signora forastiera,
passanno cor marito
sotto l'arco di Tito,
vidde una Gatta nera
spaparacchiata fra l'antichita'.

  


-Micia,che fai?- je chiese:e je butto'
un pezzettino de biscotto ingrese;
ma la Gatta,scocciata,nu' lo prese:
e manco l'odoro'.
Anzi lo guardo' male
e disse con un'aria strafottente:
-Grazzie,madama,nun me serve gnente
io non magno che trippa nazzionale! -

 

                                        

 

 

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