E’ TORNATO IN CIELO PADRE EDMUNDO DE CICCIO, Marzo 1999

Domenica 7 Febbraio 1999, è morto in Brasile Padre Edmundo De Ciccio, 59 anni, meglio conosciuto come Padre Corradino, in un incidente stradale, nei pressi di Barbacena, nello stato di Minas Gerais, diocesi di Mariana. Nato a Sipicciano di Galluccio fu ordinato sacerdote Passionista nel ’68, partì per il Brasile dove ha speso interamente la sua vita.

L’intero popolo di Galluccio lo rimpiange nel vivo e recente ricordo della sua permanenza fra noi nella scorsa estate, che gli ha permesso di fare spesso visita a tutte e sei le comunità: S. Clemente, Vaglie, Sipicciano, Galluccio, Calabritto e Campo.

La sensazione che ho riscontrato nelle persone che hanno amato P. Corradino è che la sua opera non è terminata; anzi d’ora in avanti sarà più viva che mai, perché dal cielo saprà meglio guidarci alla scelta del bene, e farci proseguire nel cammino del nostro Piano Pastorale che, vivamente e felicemente, benediceva come la manna celeste per la nostra Diocesi. Difatti gli era spontanea la trasmissione della fede attraverso il linguaggio dei segni che in ogni occasione ci proponeva, facilitandoci la degustazione del mistero con esperienze sensibili e totali. Ogni celebrazione era un momento intenso di sensibilizzazione totale della persona, con i sentimenti, le emozioni, così come ci propone il Piano Pastorale, nella corrente tappa kerigmatica. Ed il popolo ne era entusiasta perché riconosceva il messaggio di Dio nei segni semplici ed ordinari di comune esperienza (così com’è nello spirito del primo sottolivello della pastorale comunitaria, e cioè la pastorale moltitudinaria), e non nelle elucubrazioni intellettuali, concettuali ed astratte che tuttora animano la nostra pastorale. Davvero sembrava di rivedere il Buon pastore che ama le sue pecore e le prende per il verso del cuore, dell’esistenza e dell’esperienza, attento alla cultura del popolo e ai segni di Dio presenti in essa.

Dovendosi adeguare alla povertà e alla semplicità del popolo brasiliano, aveva affinato sempre più la sua pastorale, fedele al Concilio Vaticano II, che ne faceva il suo motore pastorale, con uno spirito giovanile pieno di entusiasmo ed amore verso Dio e la Sua Chiesa. Tante volte mi aveva sostenuto e incoraggiato nelle scelte del nostro piano pastorale dicendomi: il futuro della Chiesa è nella costituzione del Popolo di Dio in piccole comunità di base (CEB), come nella mia diocesi in Brasile….continua imperterrito con la sensibilizzazione alla partecipazione, getta le basi per un futuro ecclesiale migliore, nello spirito conciliare, anche se tu non ne vedrai alcun risultato. Questo farà tanto bene alle generazioni future perché troveranno una Chiesa più partecipativa, più a misura d’uomo e di Dio. Così tu adempirai al dono della tua vita per gli altri, soprattutto per quelli che non conoscerai mai su questa terra. E’ questo il segreto del dono della propria vita, così come ha fatto Gesù con noi. E la sua morte, avvenuta nel momento in cui stava prendendo piede il progetto unitario DEVIDA per gli adolescenti, testimonia che noi siamo operai che seminano ed altri raccolgono.

Diceva che l’importante, ora, qui, è fare la volontà di Dio che sovrasta le nostre persone e le ingloba nel suo dinamismo. Ed ancora: è meglio privarsi di una celebrazione eucaristica per pochi, per promuovere momenti aggregativi e comunitari più estesi ed ecclesiali, in cui l’esperienza comunitaria può riprendersi il suo posto ceduto a pochi eletti….lascia perdere il privilegio, i titoli, le elitès ed immergiti nella realtà bi base del popolo, perché è lì la Chiesa di Dio…fai riprendere ai laici ciò che gli aspetta di diritto…spendi tutta la tua vita ad animare tale dinamismo comunitario, perché darà i suoi frutti…fino a che tutti non saranno raggiunti dal messaggio evangelico, e saranno messi nelle condizioni ideali di dare il proprio assenso o no, avrai fallito il tuo ministero…Come non riconoscere nella sua voce profetica i criteri relativi alla pastorale delle moltitudini? (Cfr. Programmazione 1999/2000, 11-12), ed in generale i criteri o le politiche pastorali del nostro Piano Pastorale? (Cfr. Piano Orientativo Globale, 18-19).

P. Corradino è stato per tutti noi un grande esempio di cristiano e di religioso, umile, attento, premuroso, al passo dei tempi, libero di amare tutto e tutti, vero pastore che guida il suo popolo nella realizzazione della volontà di Dio su di esso, e per questo motivo attua una strategia ed un piano pastorale adatto a tal fine. E’ questo l’insegnamento che porterò sempre con me nel proseguo del piano pastorale diocesano Camminare Insieme e del mio ministero sacerdotale.

P. Corradino, prega Dio per noi, affinché ci dia la forza di compiere le scelte pastorali giuste, che ti hanno reso amabile presso la tua Chiesa in Brasile ed anche qui da noi.

In suo suffragio sarà celebrata una Santa Messa, presieduta dal nostro pastore Francesco Tommasiello, ed alla presenza dei familiari, il giorno 27 Febbraio, nella sua Sipicciano, alle ore 17,00.

d. Pietro Lepre