Strumenti musicali.

 

(liberamente tratto da  ENCARTA 99)

Manufatti in grado di produrre suoni. Gli strumenti variano per funzioni e morfologia; possono essere ricavati da oggetti naturali, costruiti a mano oppure venire realizzati con l'impiego delle più moderne tecnologie. Il suono giunge all'orecchio umano grazie alle vibrazioni trasmesse da onde. Più veloce è la vibrazione, maggiore è l'altezza. Alcuni organi a canne sono in grado di racchiudere l'intera gamma dei suoni udibili dall'uomo, compresa approssimativamente fra i 16 e i 20.000 Hz; al contrario esistono strumenti che emettono una sola nota o un suono di altezza indeterminata. Il suono di uno strumento musicale è generato e modificato da tre componenti principali: 1) la natura della vibrazione, che può essere provocata sfregando un archetto su una corda, soffiando, percuotendo o utilizzando qualche altro metodo; 2) il mezzo di amplificazione annesso (la tavola armonica, il tubo, la cassa, il contenitore e così via); 3) gli elementi che possono modificare l'onda sonora di base, come chiavi, pistoni, tasti e sordine. Sistemi di classificazione Esistono diversi sistemi per classificare gli strumenti musicali. Una prima classificazione, che si basa sulla suddivisione per materiale di costruzione (metallo, legno ed altri), è seguita in Asia orientale e anche, parzialmente, nell'orchestra occidentale per quanto riguarda le famiglie dei legni e degli ottoni. In quest'ultimo ambito non è del tutto coerente, poiché fra i legni trovano posto strumenti in lega metallica come il flauto, che originariamente era costruito in legno, o il sassofono, in quanto strutturalmente derivante dal clarinetto. Altri sistemi empirici classificano gli strumenti in base al ruolo svolto nell'ambito sociale (di tipo devozionale e sacro, militare, domestico), o per la loro funzione musicale (ritmica, melodica o armonica). Nel 1914 due musicologi tedeschi, Erich von Hornbostel e Curt Sachs, svilupparono il sistema che da loro prende il nome e che, con qualche aggiornamento, è quello attualmente più usato. Il sistema Hornbostel-Sachs classifica gli strumenti suddividendoli in classi, gruppi e sottogruppi, in base alla modalità fisica con cui viene provocata la vibrazione che genera il suono. Ad esempio, il trombone è uno strumento aerofono (in cui cioè il "corpo sonoro" è rappresentato da una colonna d'aria che viene messa in vibrazione all'interno di un tubo), a bocchino (a differenza di quelli a fessura, come il flauto, o ad ancia, come l'oboe), a canna cilindrica (a differenza di quelli a canna conica, come il corno), cromatico (dotato cioè di un dispositivo, la coulisse, che gli permette di eseguire l'intera scala cromatica, a differenza di quelli, come l'antica tromba militare, in grado di produrre le sole note naturali). Il sistema è particolarmente comodo in quanto permette l'inserimento di strumenti provenienti da qualsiasi tipo di cultura (un problema molto sentito dagli etnomusicologi), ed è sufficientemente elastico da consentire l'inserimento di nuove "caselle" di classificazione a qualsiasi livello: infatti, alcuni decenni dopo la sua formulazione, è stato necessario introdurre un'intera nuova classe, quella degli elettrofoni - gli strumenti che generano il suono grazie a circuiti elettronici - accanto alle quattro primitive degli idiofoni (oggetti solidi, sonori già in natura), dei membranofoni (che possiedono membrane tese su una delle loro superfici), dei cordofoni (gli strumenti a corda) e degli aerofoni.

Tipi di strumenti

Strumenti a corda

Strumenti a fiato

Strumenti a percussione