Chi è Winston Smith?
[sfera rapporto con gli altri]

Winston è un uomo solo. All'inizio Winston è privo nel modo più assoluto di qualunque sfera dell'identità. Non ha una moglie, non ha dei figli, non ha una famiglia di origine, non ha degli amici, né rapporti con i colleghi di lavoro (vedi Syme), non interagisce in qualche modo con la società in cui vive, addirittura non ha ricordi, e si direbbe neanche un rapporto con se stesso e le proprie emozioni. Lo Stato, il potere assolutistico impersonato dal Grande Fratello ha invaso ogni campo esistenziale degli uomini condizionando in primo luogo il macrocosmo (la società), vietando i contatti tra le persone (zona intermedia), considerati motivo di sospetto perché possibili focolai di movimenti di rivolta, rendendole sole, semplicemente perché una persona sola di fronte ad un sistema precostituito è facilmente annientabile. Il Grande Fratello giunge addirittura ad invadere zone ben più personali e private, come la riproduzione, che serve solo per produrre materiale per il partito, e a controllare il pensiero attraverso un organismo chiamato psicopolizia. Il Grande fratello è il dio laico di 1984, come vedremo meglio in seguito il Grande Fratello ne ha tutti gli attributi. La società è confezionata in ogni suo aspetto dal partito, per cui non ci possono essere cambiamenti che derivino dai suoi elementi costituenti; quest'ambiente ha fatto sì che alla fine l'individualità delle persone si adattasse sempre più al volere del partito. Nella parte che riguarda il rapporto con i mass media capiremo come sia possibile l'esistenza di questa massa di persone abbindolate dal potere della propaganda fatta dal Partito Interno, che altro non è che la trasposizione allegorica della ricerca del consenso tramite mezzi di propaganda nei regimi totalitari. All'inizio del libro, troviamo un Winston sorprendentemente senza identità, senza ambizioni, né sogni, né interessi, né legami affettivi. Questo appare in modo significativo quando il protagonista inizia a scrivere il suo diario. "Non solo era strano ch'egli avesse perduto ogni capacità d'esprimersi, ma anche che avesse dimenticato tutto quello che in un primo momento avesse pensato di voler dire. Per settimane s'era preparato a quel momento, e non gli era mai passato per la mente che fosse necessario null'altro che un po' di coraggio. [] Per un momento Winston fu colto da una sorta di attacco isterico. E prese a scrivere certi scarabocchi slegati: mi fucileranno non me ne importa niente mi fucileranno nella nuca non me ne importa abbasso il grande fratello fucilano sempre nella nuca non me ne importa abbasso il grande fratello." pag. 13 e 23 Winston ha però una peculiarità importantissima rispetto alla massa informe ed acritica di persone che gli fanno da corollario, quella di avere un ideale fortissimo dentro di sé. Questa è la sua unica forza. Winston è un essere che non possiede nulla, ha solo una vita triste, sempre uguale e piatta. Invece noi lo sorprendiamo investito da un quid che a poco a poco lo travolge come un fiume in piena: Winston vuole essere libero, questo è tutto quello che ha. Diventerà l'unica passione, l'unico interesse, l'unico volere. Proseguendo nella nostra lettura, capiamo che ricerca della libertà e costruzione dell'identità va di pari passo. Winston, anche per questo motivo, si aggrapperà fino alla fine alla loro difesa. Winston voleva fortemente solo una cosa: essere un uomo libero. Ma il sistema, più forte di lui, lo ha annientato. Il sistema ha vinto. Io credo che questo romanzo sia estremamente reale, e che tutti a poco a poco, lentamente siamo schiacciati dal sistema che decide per noi come dobbiamo essere, cosa dobbiamo sapere, vedere, mangiare, ascoltare. In un sistema di questo tipo, la ribellione è impossibile e libertà non esiste più. Alla fine, in un mondo dove non ci sono più certezze, poiché niente di ciò di cui usufruiamo è sotto il nostro controllo, potrebbero addirittura convincerci che 2+2= 5, proprio come succede a Winston; del resto una parte del secolo scorso è stato caratterizzato dalla assurda convinzione che esistesse una "razza pura", e il risultato di un'addizione in confronto appare ben poca cosa.

Gli "altri" di Winston Smith

Completamento ideale della figura di Winston sono due personaggi secondari, che saranno citati saltuariamente: Julia, amante di Winston, è una donna sui 25 anni, che lavora al dipartimento Miniver producendo pornografia economica per i prolet. Non ha un pensiero critico, ma accetta passivamente che le verità siano alterate dal partito, e anche se sarà affianco al nostro Winston durante la ribellione, non dimostra troppo coinvolgimento nella lotta al Grande Fratello. Syme, filologista, sta lavorando all'undicesima edizione del dizionario della neolingua, lo incontriamo - all'inizio del libro - in mensa mentre spiega a Winston le caratteristiche principali del suo lavoro. È una conferma ulteriore del fatto che Winston non ha rapporti sociali, neanche nell'ambito lavorativo, ma Syme è anche lo strumento usato da Orwell per spiegare la neolingua. Con Syme Winston non intrattiene nessun vero rapporto, come notiamo in questo punto: "Si voltò di scatto. Era l'amico Syme, che lavorava nel Reparto Ricerche. Forse "amico" non era la parola più esatta. Non si avevano amici, allora, si avevano camerati []" NEF pag. 52 O'Brien è lo scontroso, ma sofisticato leader del partito interno, egli si suppone essere a capo della segreta fratellanza, una sorta di vasto esercito fantasma tesa al rovesciamento del Grande Fratello (pag. 17). Con la sua uniforme nera, egli abita i sogni (la fuga dal sistema) e gli incubi di Winston: è, infatti, presente nel momento del risveglio nel ministero dell'amore alla fine del romanzo. La cosa più interessante su O'Brien è che lo conosciamo solo attraverso le opinioni di Winston. Un altro elemento da notare è che il lettore non sa se O'Brien sia un nemico o un amico di Winston, e in effetti, neanche Winston stesso lo sa. Si potrebbe quasi dire che O'Brien è come una sorta di padre per Winston, infatti, lo aiuterà all'inizio a stabilire i contatti con la fratellanza e a capire l'ideologia ed i suoi segreti. Anche dopo la cattura, O'Brien, in qualche modo, nella sua infinità falsità, riuscirà comunque a dare la sensazione illusoria che qualcuno lo sta proteggendo, fino a convincerlo che in fin dei conti i pensieri di libertà erano sbagliati. "Aveva la sensazione che O'Brien era il suo protettore, che il dolore era qualcosa che veniva da fuori, da una qualche sorgente esterna, e che sarebbe stato O'Brien stesso a salvarlo appunto da esso." (pag. 263) Il rapporto fra O'Brien e Winston ha tutti gli attributi di una tipica relazione fra padre e figlio: il padre è quello che sa tutto e che ha il potere, egli insegna, punisce, protegge e educa i suoi figli. Alla fine però O'Brien recita questo ruolo solo per consentire il totale annientamento del potere critico di Winston.Ciascuno di questi personaggi copre funzioni determinate, la principale sembra essere non tanto quella di preparare e rendere più drammatica la caduta del protagonista, quanto di caratterizzare la lotta ad un sistema che contrappone dei semplici rappresentanti, più che delle figure ben individualizzate, i quali debbono essere, per così dire anonimi, per due ragioni. La prima, è che essi costituiscono le terminazioni nervose di un sistema che fa della distruzione dell'individualità la propria ragion d'essere, la seconda è che rimanendo sullo sfondo consentono solo a Winston di delinearsi come personaggio principale caratterizzato da una profonda connotazione psicologica. Questi personaggi sono quelli che mi hanno dato gli spunti per le argomentazioni che andrò a trattare. Ci prenderanno idealmente per mano, e ci condurranno attraverso il nostro percorso multidisciplinare; "per bocca" loro saranno quindi esposte le varie tematiche.

Bibliografia:
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